Rome - Contact & order: Geograph.Issues@gmail.com

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domenica 23 febbraio 2014

Andrea Tamburini su Shiver webzine

Kawamura Gun – Yaizooma (2013 – Geograph Records)

By Shiver on 22nd, febbraio 2014 with in Recensioni

KAWAMURA-GUN-Yazooma-cover2013Sarò sincero, le poche cose venute dal sol levante che ho ascoltato non mi hanno mai entusiasmato e, fatta eccezione per il monumentale Ryuichi Sakamoto, ho sempre guardato il panorama musicale giapponese con disinteresse e in maniera prevenuta. Kawamura Gun è un artista poliedrico che ha militato come chitarrista nella band romana Blind Birds e dopo il primo disco solista “Brutiful” se ne esce con questo Yaizooma, un album bizzarro che non si “digerisce” al primo ascolto ma che incuriosisce abbastanza da dedicargli tempo.
Appena premi play ti trovi “Aruhi/Naihi” con quella sua andatura monocorde che la fà sembrare quasi una filastrocca lasciandoti un po’ indifferente ma con la successiva “I’m Just An Option” si dà una rapida sterzata verso territori beatlesiani. Gun suona tutti gli strumenti in “Yaizooma” e questo rende il lavoro così intimo e personale che si avverte in ogni traccia, ognuna è diversa dall’altra come se avessero vita propria: la bellissima “Invisible Arrows” si cosparge di una maliconia quasi psichedelica mentre con “Life Size Baby” ci si addentra pericolosamente nel grunge con chitarre che si fanno distorte e pesanti. Non si ferma mai Kawamura Gun e con armoniche westerniane e percussioni dall’incedere marziale si arriva alla volta di “Centipede” per poi saltare a “Charlotte’s Pictures” che riesce a farti muovere il culo mettendoti forzatamente di buon umore. La doppia luce chiara e scura di “Up And Down The Hill” crea un bellissimo contrasto facendola sembrare la sigla di un cartone manga anni 80′. “The Bird Can’t Be Here” chiude questo bellissimo viaggio denso di colori con una canzone acustica semplice ed un crescendo che vorresti non finisse mai, andando ad omaggiare ancora una volta le liriche dei Beatles.
“Yaizooma” è un bellissimo disco che ricorda il genio di Syd Barrett, undici canzoni piene di sensibilità verso la natura e l’essere umano il tutto con un pizzico di ironia; Kawamaura Gun si farà notare nella musica indipendente ma lo farà in modo umile, da vero giapponese.
(Andrea Tamburini)


http://www.shiverwebzine.com/2014/02/22/kawamura-gun-yaizooma-2013-geograph-records/

giovedì 16 gennaio 2014

Nicola Giunta su "Hot Wheels"

Trapcoustic

TRAPCOUSTIC, Innerlands (CS, CD, Geograph Records)

Come promesso già da qualche tempo, su Hot Wheels si torna a parlare Trapcoustic. Progetto in solitaria di Stefano Di Trapani aka Demented Burrocacao, già System Hardware Abnormal, Urania e un’altra mezza caterva di sigle più o meno estemporanee, figlie della proteiforme scena di Roma Est. Innerlands, pubblicato dalla solita Geograph Records, si apre con un breve sketch tastieristico che dà il titolo all’intero lavoro e introduce le undici tracce che seguono, ultima delle quali intitolata – indovinate un po’? – “Outerlands”. Quello che vi sta in mezzo è puro Trapcoustic-pensiero: Battisti nello spazio che incontra i King Crimson di “I Talk To The Wind” (“Baby”), nastri accartocciati e lo-fi folk (“Taggia 109″), stralunato pop-flamenco intervallato da field-recordings e chiusura con accenno alla natalizia “Silent night” (“My Heart Is A Street”), no-fi blues con tanto di slide e voce sfasata al seguito (“Love Comes”), orientalismi posticci (“Sleeping On a Bed Of Snakes”). Tutte influenze, queste, che in misura variabile vengono a galla di tanto in tanto per poi ritornare a fluttuare serene in quel liquido amniotico che sommerge, custodisce e protegge Innerlands. Ed è un dolce naufragare. Grazie Demented.


link su new noise

martedì 14 gennaio 2014

Recensione su Vice Italia


KAWAMURA GUN
Yaizooma
Geograph
Quando il melting pot diventa realtà ecco Gun: un bignami ambulante della psichedelia giapponese anni Settanta, ma contaminato da quella d’Italia, suo paese d’adozione. Come se non bastasse ha delle cadenze britpop, quindi alla fine sembra fuori dal tempo e dallo spazio. Il nuovo disco sembra la terza e la quarta facciata di quello precedente, ma con la novità di una specie di hard rock acustico imparentato coi Plastics. Insomma se volete un frammento rosa in fondo all’anima affidatevi a questo cantautore giallo: vedrete che canticchierete i suoi brani a mo’di karaoke durante ogni momento della vostra bianca giornata.

PAPERETTA YE YE

Link 

giovedì 26 dicembre 2013

Marco Fiori su Kathodik

Kawamura Gun ‘Yaizooma’
(Geograph Records 2013)

Kathodik si è già occupata delle produzioni alie(nat)e della capitolina Geograph records: del lotto delle loro realizzazioni, che si conta sulle dita di due mani, “Yaizooma” del musicista giapponese Kawamura Gun rappresenta la faccia più gentile e surrealmente melodica (i Beatles tardi avrebbero molto amato la levità psichedelica della conclusiva The bird can't be here o la cantilena Terrible seeds).
Gun è un sognatore (cfr. Plastic capsule), un cappellaio matto alla Donovan che canta un poco in inglese un poco nella sua lingua (cfr. Aruhi/Naihi) brani che sembrano uscire dall’Inghilterra tardo “hippie” dei primi anni Settanta; chi ama il genere troverà “Yaizooma” molto apprezzabile. Non mancano sapori “glam” (cfr.I'm just an option); la qualità delle canzoni è senz’altro buona (cfr. la sydbarrettiana Invisible arrows).
Aggiunto: December 23rd 2013
Recensore: Marco Fiori


mercoledì 18 dicembre 2013

Nick Zurlo su Distorsioni

Grip Casino

UPSTART WORLD

2013 - Geograph Records
Grip Casino USPSTART WORLDGrip Casino è l'owner dell'etichetta romana Geograph Records a cui abbiamo dedicato uno speciale qualche tempo fa con una bella intervista proprio a lui, Antonio Giannantonio alias Grip Casino. Ora a distanza di alcuni mesi ci  ritroviamo in playlist il suo ultimo lavoro: “Upstart World” che rappresenta un'ideale continuazione del precedente “SNTVL”, dove vediamo assolutamente preponderante la figura di Daniel Johnston, così come Syd Barrett per il compagno d'etichetta, nonché amico, Trapcoustic. Pianoforti scordati, dissonanze elettroniche e chitarre primitive sono la materia di cui è composto questo disco, condito dal cantato naif di Grip Casino che se possibile rende ancor di più tangibile l'artigianalità del sound che, a nostro parere, trova la sua giusta dimensione nel supporto in cassetta. A road è un blues sconnesso e stonato dove chitarra e voce si inseguono in un gioco al massacro, il brano successivo The Writer ha un cantato quasi recitato che lo immerge in un'atmosfera 'beatnik' che percorre tutto il disco in costante equilibrio tra le sonorità tipiche dell'etichetta americana K Records (è facile riconoscere influenze di Microphones e The Halo Benders) ed il primitivismo lo-fi di Half Japanese, Jeffrey Lewis e naturalmente il mentore Daniel Johnston. In questo disco l'analfabetismo musicale si trasforma in materia poetica, ma tutto questo è filtrato da un'intenzione razionale e calcolata che a volte sembra sfociare irrimediabilmente in una sorta di manierismo. E' lodevole l'intenzione dell'etichetta di mettere a disposizione del pubblico queste talentuose produzioni, piccole gemme underground che in qualche modo ricreano qui in Italia un microclima culturale e musicale che ahimè raramente abbiamo avuto, ma allo stesso tempo si corre il rischio di dare alla luce una sorta di riproduzione in miniatura di fenomeni artistici nati altrove e già esauriti, così come quei parchi dove è possibile muoversi fra modellini di Tour Eiffel e Big Ben nel giro di pochi metri.


http://www.distorsioni.net/rubriche/fermoposta/fermoposta-it/upstart-world